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25/05/2024, 22:20

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Autore Topic: Pirateria informatica: ecco i numeri, purtroppo  (Letto 4627 volte)

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Offline softinformatica

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Alcune recenti vicende legate a The Pirate Bay riportano l'attenzione su un problema vecchio tanto quanto l'informatica: la pirateria online. Pur con una lieve flessione, i numeri sono elevati: un software su due in circolazione non ha regolare licenza e oltre il 70% delle installazioni di Microsoft Office è illegale.

 Il problema della pirateria software è praticamente vecchio tanto quanto l'informatica: sistemi operativi e applicativi in generale sono da sempre merce ricercata in rete e non solo. Il fenomeno ha poi assunto varie e differenti sfaccettature andando a sconfinare anche in ambiti limitrofi come quello dei contenuti multimediali audio e video soprattutto con la pervasiva diffusione di internet.

Il denominatore comune rimane la tutela della proprietà intellettuale e questo argomento risulta particolarmente caro alle major della musica o del cinema costantemente alla ricerca di nuovi metodi di protezione. Come molti utenti ormai sanno, la protezione dei contenuti o dei software è una costante rincorsa, infatti, alla stressa stregua di una partita a guardia e ladri, buoni e cattivi si rincorrono ritrovandosi in modo alternato nei panni di inseguitore e di inseguito.

In questo immaginario testa a testa si possono ricordare anche alcuni incresciosi comportamenti da parte di alcune major e a tal proposito la mente va al ben noto rootkit distribuito con alcuni prodotti Sony, o altri sistemi di protezione che impedivano la riproduzione su pc utilizzando i diffusi player software.



Pur consapevoli di essere nel torto, molti utenti hanno per anni varcato la soglia dell'illegalità duplicando supporti digitali, scaricando contenuti dal web e violando le condizioni imposte dalla licenza d'uso dei software. Spesso da parte degli utenti è mancata la consapevolezza del commettere un'azione illecita, o forse, meglio ancora, è mancata la consapevolezza del rischio a cui si andava in corso. Alcune sentenze esemplari hanno spesso diviso l'opinione degli utenti come il famoso caso di Jammie Thomas di cui abbiamo parlato qui.

Un vero e proprio capitolo a parte merita il progetto Napster e tutti i suoi derivati: sul celebre network era possibile condividere e scaricare una mole indefinita di musica. Dopo varie vicende, oggi, Napster è ben diverso dal progetto originale e a tutti gli effetti è uno store online di musica a pagamento che, ironia della sorte, distribuisce anche le canzoni di autori da sempre avversi al P2P.
 
Fonte:  Hardware Upgrade
It is not bad die ... but can not tell

Offline Singolarity

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Re: Pirateria informatica: ecco i numeri, purtroppo
« Risposta #1 il: 25/08/2008, 11:54 »
Beh nulla di nuovo sotto il sole.....però sono contrario all'idea che il software piratato sia andato in aumento per me è una scusa (scontata) per sanare certi flop e buchi finanziari di certe società. Posso dire che lavorandoci non è più il caos di licenze pirata anche aziendali (soprattutto nelle pmi) che vi erano 10-15 anni fa....so di alcune realtà paesane per lo più di piccoli lab che ancora vendono pc assemblati da loro con os pirata...capita ma direi che sono ormai 1 su 20 parlando sempre dell'italia....anzi da quello che so capita anche sempre meno al sud....poi secondo me ora c'è + consapevolezza nell'os che si vuole...se win non piace si opta per linux molto + facilmente di una volta....per non parlare poi dell'avanzata dei mac che hanno ragranellato un'altra fetta di utenza che spesso ne ha i cosidetti pieni di win ovviamente accettando un hw apple fisso. Cmq nemmeno win ha costi così proibitivi in oem anzi rispetto al passato penso pure calati proprio a causa del flop di vista...la versione home premium oem si aggira sui 90 euro di media (anche meno) per la 32bit e la 64bit costa solo 5 euro in + di norma (anzi MS ora permette il passaggio alla relativa versione di vista 64 dalla 32 con solo il costo della spedizione del dvd)....retail invece si va su abbastanza anche sui 200 euro di media.
Per quanto riguarda l'aumento di office piratati mah...forse a livello proprio solo domestico...che poi licenze student non sono nemmeno così proibitive se realmente occorrono (di media è sugli 85 euro la oem, retail sui 130 di media) ma si fa molto prima ad usare openoffice a casa. Per le aziende dipende...ho visto molte pmi optare per openoffice già da un po'....altre invece acquistano office normalmente....se MS vede meno $$$$ in vendite di Office non è per la pirateria ma solo perché le vendite anche di quello sono in calo!!! soprattutto per un prodotto che ormai ha validi concorrenti e non solo openoffice.
Per quanto riguarda invece pirateria diciamo spicciola verso piccole apps o piccole realtà che spesso producono software shareware devo dire che anche qui la consapevolezza dell'utente è aumentata e lo dimostrano primo la scomparsa di alcuni crack per determinate apps che in licenza full costano nemmeno 10$ e li valgono tutti...e so di italiani anche che cominciano ad acquistarli in modo naturale online se proprio tale apps gli è indispensabile....già ora alcuni italiani fanno persino donazioni quasi della stessa cifra o poco meno persino a software free e open....non è più una cosa così anormale...rispetto al passato sono molte le cose cambiate.

Poi non vorrei dire ma se sti dati sono della BSA stiamo freschi...un ente pagato e creato da MS, Adobe, Symantec, Apple, Autodesk, Oracle, IBM...ecc..ecc quasi tutti i + grandi colossi di software closed.....un po' come dire che l'arbitro di una partita di calcio venisse pagato come stipendio dalle squadre che stanno giocando in quel momento ahahahah  ;D ...sarà sicuramente imparziale al 100% eheheh  ;D
« Ultima modifica: 25/08/2008, 11:58 da Singolarity »

Offline Taliesin

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Re: Pirateria informatica: ecco i numeri, purtroppo
« Risposta #2 il: 25/08/2008, 12:18 »
Vorrei, per una volta, fare l'avvocato del diavolo .....  :devil01: ..... e badate che lo faccio da rivenditore di software LEGALE ! ..... nel mio negozio non ho MAI venduto una copia pirata, e non per la legge, ma semplicemente per un mio principio.

la cosiddetta "pirateria informatica", termine ormai abusato e stra-abusato, in cui i media riversano tutto quello che alle major ed alle grandi compagnie non piace, e' abbastanza fuorviante, non solo nella concezione, ma soprattutto nelle CAUSE di detta "pirateria"

in primis, un cosiddetto "pirata informatico", potrebbe essere una persona che causa danni agli altri, o ai sistemi degli altri, a scopo di trarne un vantaggio economico, e fin qui sono daccordo con te a definire cosi tutti quelli che per fare soldi copiano e rivendono illegalmente, sia software che qualsiasi altra "opera di ingegno" (altra definizione fuorviante, ma per ora lasciamo perdere), che sia costata all'autore soldi e/o tempo e sforzi personali, e dalla quale l'autore conti magari di ricavarci un GIUSTO tornaconto ..... ma definire in questo modo anche tutti quelli che gratuitamente e senza ricavarne alcun vantaggio economico (anzi, in realta' ricavandone una PERDITA economica, perche' ricordiamoci che le connessioni si pagano, e salate), condividono liberamente qualcosa con altri, mi sembra non gia un'esagerazione, ma per dirla tutta, una str***ata super, con fischio e botto ..... li puoi definire in molti modi, ma pirati proprio no

secondo, la grancassa, pagata dalle major e dalle grandi compagnie, che viene fatta attorno al fenomeno della "pirateria", e' volta non ad arginare il fenomeno stesso, ma se ci pensi bene, semplicemente a coprire le REALI cause di tale fenomeno ..... prova a fare una considerazione molto semplice, a cui tutti dovrebbero pensare ..... perche' tutto questo casino sulla pirateria informatica, e nessuno che parli dei prezzi ? ..... prendiamo come esempio una compagnia a caso, Microsoft (a caso :)) ..... il suo prodotto, realizzato a livello industriale e venduto in regime di quasi monopolio, regime in pratica legalizzato dai governi di parecchi paesi (chissa' perche ? :)) costa all'utente da 15 a 25 volte il suo reale valore (e non parlo di "costo", ma di "valore di mercato", che e' una cosa diversa ..... il "costo" di un'office xp pro, per M$, e' qualcosa tipo 27 o 28 centesimi, inclusi gli ammortamenti) ..... ora, M$ si lamenta dell'enorme numero di copie dei suoi prodotti in circolazione, ma non li ho mai sentiti ammettere che in tutti questi anni hanno fatto di tutto per EVITARE che gli utenti potessero avere una scelta, ne li ho mai visti vendere i loro prodotti al REALE valore di mercato (da cui l'accento posto sul GIUSTO tornaconto di prima :)) ..... questo viene tenuto sempre ben nascosto, e mi pare che nessuno possa smentirmi, o no ? ..... e lo stesso discorso vale per i cd musicali, prezzo di produzione intorno ai 12 centesimi, sui 16 quelli fatti bene, prezzo di vendita sui 25 o 30 euro ..... e buona parte se li pappa la siae, ed anche qui nessuno dice nulla (cercatevi un video in rete che si intitola inchiesta sulla siae, se non ci credete)

posso essere daccordo quindi per principio sul fatto che non si devono vendere copie pirata, ne usare il lavoro di altri per fare soldi, ma criminalizzare allo stesso modo gli utenti che condividono o scaricano e', a mio avviso, una ca.....volata immane

senza contare poi gli illeciti adirittura giudiziari commessi da giudici e magistrati ..... ad esempio, dove in quella pagina si dice che e' reato anche lo scaricamento o la copia personale ..... molti giudici, probabilmente per scarsa professionalita', per non dire di peggio, condannano privati per tali motivi, ignorando, non si sa quanto volutamente, che ad essere sanzionabili per legge sono solo la detenzione A SCOPO COMMERCIALE e la copia realizzata PER TERZI, mentre la legge, a quanto ne so, NULLA PROIBISCE in fatto di scaricamento o detenzione di copie ad uso personale, ed addirittura riconosce il diritto alla copia privata per uso personale (ma questo, ovviamente, viene opportunamente taciuto da questa "imparziale" organizzazione creata e finanziata da produttori e major, vero ? ..... )

in conclusione, io sono favorevole al riconoscimento degli autori di opere, alla loro tutela ed al riconoscere loro un giusto compenso per il loro lavoro, ci mancherebbe altro ..... ma generalizzare e' fare un favore ai media e a quella gente, ricordatevelo .....

poi, come ho detto, e' un'opinione personale, e quindi vale quello che vale, cioe' poco o nulla ..... la mia speranza e' solo che, leggendola, altri inizino a pensare a certi argomenti (non solo la pirateria, ma un po di tutto) con la loro testa, anziche' con quella della massa indottrinata dalle "armi di distrazione di massa" ..... ;D
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Offline BAT

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Re: Pirateria informatica: ecco i numeri, purtroppo
« Risposta #3 il: 25/08/2008, 13:50 »
Concordo con Taliesin in tutto.

Il fenomeno pirateria è manipolato e politicizzato ad arte, ed il motivo è sempre il solito:
la cupidigia di pochi (mutinazionali e politici) deve prevalere sul bene comune.

Quante volte ho provocatoriamento detto che secondo me il prezzo "giusto" di
Office+Windows tutto incluso dovrebbe essere al massimo di 19,99 euro ?
ed è solo un esempio tanto per tirare in ballo i 2 sofwtare + piratati;
Vista Ultimate quando è uscito costava 600 euro: io per 600 euro pretendo pure
una coniglietta di playboy che mi agiti un ventaglio per rinfrescarmi
quando il PC si surriscalda per far girare il sitema operativo più bufala che si
sia mai visto.

19,99 euro credo che sia quanto guadagna in qualche mese un poveraccio
che si ammazza di lavoro in uno dei paesi del terzo o quarto mondo.
con i parametri con cui politici e multinazionali (che li corrompono)
misurano la "giustezza" i 9/10 della popolazione mondiale non avrebbero diritto all'Informatica,
altro che progetti come "1 laptop per child" (1 computerino per bambino)
da 100 dollari (e dove li prendono 100 dollari famiglie che in Africa non sanno
se saranno ancora vivi a fine giornata? ).
A questa gente computer e software vanno regalati altro che venduti.

Vogliamo parlare della tassa del cosiddetto "equo compenso" per cui se compri
qualsiasi supporto di memorizzazione (hd, chiavette usb, cd ecc.) una parte
del costo se serve per compensare la "perdita" di guadagno dovuta alla pirateria:
insomma paghi una tassa sui supporti anche se non pirati niente, in altre
parole sei un delinquente a priori.

Vorrei ricordarvi anche che, lo scorso anno, il presidente di uno stato dell'est Europa
(non ricordo se Romania, Ungheria o giù di lì) ha affermato che se non fosse stato per i pirati
il suo paese non avrebbe mai consociuto le potenzialità dei computer
(questa affermazione è stata poi rivista perché qualcuno gli ha fatto notare
che non era proprio "polically correct", ma il senso lo hanno capito tutti).
Blog: https://zerozerocent.blogspot.com
Legge di Murphy: SE QUALCOSA PUO' ANDAR MALE CI ANDRA'
Versione quantistica della legge di Murphy: TUTTO VA MALE CONTEMPORANEAMENTE

Offline Singolarity

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Re: Pirateria informatica: ecco i numeri, purtroppo
« Risposta #4 il: 27/08/2008, 12:57 »
Citazione
ad esempio, dove in quella pagina si dice che e' reato anche lo scaricamento o la copia personale ..... molti giudici, probabilmente per scarsa professionalita', per non dire di peggio, condannano privati per tali motivi, ignorando, non si sa quanto volutamente, che ad essere sanzionabili per legge sono solo la detenzione A SCOPO COMMERCIALE e la copia realizzata PER TERZI, mentre la legge, a quanto ne so, NULLA PROIBISCE in fatto di scaricamento o detenzione di copie ad uso personale, ed addirittura riconosce il diritto alla copia privata per uso personale
eh.....purtroppo la urbani ha modificato la parola "a scopo di lucro" con "per trarne profitto"...e molti giudici ora interpretano questo averne profitto in ampio senso generale ossia anche quando non ne hai avuto un lucro reale ma casomai solo un avvantaggiamento di ogni altro tipo anche sul piano personale....tipo appunto per studio o ricerca.
Tutto ciò è divertente perché cozza a pieno con un'altro comma della stessa urbani che invece ammette eccome la copia personale di un originale posseduto...ciò perché era stato anche ratificato da un decreto europeo e quindi per forza lo si doveva recepire.....giustamente considerando che tale copia mi serve per mantenere sicuro il mio lecito acquisto nel tempo da possibili danni o deterioramento sembrerebbe lecito ma è già un avvantaggiamento e quindi ne traggo un profitto personale ed ecco appunto i casini della stessa legge che i due commi non sono più conformi ma si contraddicono a seconda delle interpretazioni.
La legge urbani doveva già essere modificata dal governo prodi...poi i problemi divennero altri e le cosa venne rimandata....e come tutte le cose italiane rimanda oggi..rimanda domani...così rimane per anni e anni!!!

Ci fu una bella sentenza a Forum in tv...in cui in sede civile (in realtà Forum è un normale arbitrariato in cui le parti accettano in modo vincolante la sentenza stessa..ma è cmq ai livelli di un giudizio civile) una videonoleggiatrice portò in causa un ragazzo universitario per aver messo su una specie di associazione in cui tra gli iscritti venivano scambiate le varie opere dvd per fini solo sociali di studio o ricerca (portando come principio quello del diritto d'opera intellettuale)......stranamente lei perse la causa per fortuna del ragazzo...in pratica il giudice (mi pare Imposimato) non ravvisò un reato vero mancando lo scopo di lucro.....la signora cmq faceva meglio a rivolgersi in sede penale con avvocati e lì forse il danno sarebbe comparso e beccando un giudice più inflessibile avrebbe interpretato la urbani in un senso più ampio in cui lo scopo di lucro non è più la parte indispensabile del reato...ma lo è già il trarne profitto personale anche a livello sociale.

Ohi ragazzi sul fatto dei costi avete anche ragione....se prendo un vecchio os tipo win 3.1 di certo non mi costava quando XP o Vista di oggi..purtroppo tutto è andato in aumento lì....idem per ogni opera video o audio....tanto che alla fine sono nati persino distributori che li ripropongono avanti nel tempo ad un prezzo più basso....mi fanno ridere cmq anche i distributori nostrani di software e games che rivendono a prezzi stracciati vecchie glorie anche di 15 anni fa a prezzi mostruosi lo stesso....ah poi viva anche il concetto di copyright che in teoria non è eterno ma avrebbe un termine temporale...alcune case se ne fregano e lo aumentano come gli pare a volte apportando piccole modifiche per dichiarare un rinnovo totale di tale software ma in verità solo fatto per allungarne il copyright.
La verità è solo una...che non è tanto un problema di diritti d'autore ma solo un cambio del sistema della distribuzione...non compreso dalle major che sono detentrici della distribuzione e relative divisioni dei compensi anche agli autori veri....non hanno mai pensato ad un sistema p2p legale...lo stanno facendo solo ora per altro in ritardo ormai solo che in un sistema di scambio dati p2p in cui condivido e distribuisco proprio solo l'opera in se, quindi il cui costo è legato solo a quello...che senso hanno i costi di produzione del supporto fisico e relative cover o aggiunte cartacee...idem per costi di trasporto ecc...tutto annullato = meno soldi per chi?? per i veri autori?? assolutamente...meno soldi solo per le major distributrici!!! .....in tale caso si che sarebbero costrette a farmi pagare un dvd video non + 15 euro ma solo 3 o 4 euro a tirare!!! i costi lievitano proprio in un sistema di produzione di massa e di trasporto + relativi inscatolamenti...viene fatto tutto pagare!!

Citazione
altro che progetti come "1 laptop per child" (1 computerino per bambino)
da 100 dollari (e dove li prendono 100 dollari famiglie che in Africa non sanno
se saranno ancora vivi a fine giornata? ).
pienamente d'accordo....alla fine si è tradotto solo in un business ulteriore per l'occidente per ridare vigore ad una fascia di ultra low voltage che tirava poco...e oggi vanno per la maggiore.
A riguardo un bel progetto proprio in seno al MIT in cui alcuni ricercatori hanno prodotto una specie di personal da un riuso di vecchio hardware...quello del primo nintendo 8bit eheheh...il tutto con software migliorato sempre stile basic, tastiera e il tutto per cominciare ad un approccio educativo di basso livello alla programmazione....costo totale 10$...il progetto era rivolto all'india, ma si sta espandendo anche ad altre realtà sociali povere come alcune zone metropolitane in brasile e ghana in africa.
http://playpower.org/
Ci tengo a precisare che in pratica usano proprio l'hw di quel nintendo quindi un mos 6502 (lo stesso montato per altro dagli appleII e C=64)...siamo ai livelli di un 8086 o anche meno....ciò fa molto riflettere su cosa sarebbe da cestinare e cosa no....o su cosa sia davvero importante per un sistema...se casomai due lucine colorate in + o una vera funzionalità essenziale di operatività.
Di certo non mancano anche sistemi recenti che hanno nel loro intento la massima essenzialità senza perdersi in estetica o pesantezza.

Ma sai BAT è proprio un fatto di errore nel progresso stesso delle cose....fatte non per un miglioramento della vita della gente....ma solo per un miglioramento delle tasche di chi ne detiene brevetti.....proprio da poco mi leggo che MS ha depositato il brevetto dell'uso dei pulsanti Page Up e Down.....fra un po' provo a brevettare la scorreggia...garantito che divento miliardario in poco tempo eheheh  ;D



Offline MaxFrax

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Re: Pirateria informatica: ecco i numeri, purtroppo
« Risposta #5 il: 27/08/2008, 14:12 »
Ma sai BAT è proprio un fatto di errore nel progresso stesso delle cose....fatte non per un miglioramento della vita della gente....ma solo per un miglioramento delle tasche di chi ne detiene brevetti.....proprio da poco mi leggo che MS ha depositato il brevetto dell'uso dei pulsanti Page Up e Down.....fra un po' provo a brevettare la scorreggia...garantito che divento miliardario in poco tempo eheheh  ;D

Qualche tempo fa, non ricordo in quale forum, ho letto questa firma di un utente:

Negli anni sessanta, con una potenza di calcolo pari a quella di un commodore 64 l'uomo è andato sulla luna. Oggi con un Core Duo si fatica a far girare Vista... Qualcosa deve essere andato storto!


Offline Taliesin

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Re: Pirateria informatica: ecco i numeri, purtroppo
« Risposta #6 il: 27/08/2008, 14:18 »
ciao Singolarity, vorrei precisare una cosa soltanto, nulla a che vedere con il tuo post :)

e' vero che quella modifica molti giudici la interpretano in modo errato, condannando chi non ha colpa, ma questo e' proprio uno di quegli illeciti giudiziari commessi da quelle persone a cui mi riferivo nel mio post ..... infatti, scopo di profitto e' sinonimo di scopo di lucro, ma non di risparmio, e questo puo essere (e DOVREBBE ESSERE) verificato usando un qualsiasi dizionario dei sinonimi, anche quello giuridico (chissa' mai perche' questi illustri magistrati non lo fanno ? ..... sara' semplice ignoranza, pura pigrizia, o qualcos'altro ? ..... ;D)

se si prendessero la briga di verificare, cosa che dovrebbero fare dato il loro lavoro, si accorgerebbero che lucro e profitto sono sinonimi, ma risparmio no ..... lucro, e profitto, significano un vantaggio o guadagno personale, economico o comunque sostanziale, mentre risparmio e' semplicemente una mancanza di esborso, spesa o perdita ..... per cui, se ad esempio tu scarichi un programma senza pagarlo, lo usi per produrre un'opera, un lavoro, comunque qualcosa di fatto da te con quel programma, e poi lo vendi al pubblico traendone profitto, allora si potrebbe parlare di profitto, anche se in modo indiretto, poiche' hai avuto un ricavo economico dall'uso di un programma che non hai giustamente pagato (sempre ammesso, ovviamente, che sia possibile dimostrare che tu hai realizzato quel prodotto con quello specifico programma, e non con altro, e che solo scaricando quel programma hai potuto realizzarlo, altrimenti sarebbe una farsa, non un'accusa) ..... ma se tu scarichi quello stesso programma e lo usi da privato cittadino, senza ricavarne alcun vantaggio economico di alcun tipo, NON VI E' ALCUN PROFITTO, punto e basta.

qualche fantasioso magistrato ha giustificato le condanne dichiarando che se tu non spendi i soldi per comperare il programma, li risparmi, e quindi i soldi risparmiati sono il tuo profitto ..... roba da far rabbrividire di orrore qualsiasi studioso di semantica ..... se tu risparmi, non hai alcun guadagno, i soldi erano gia tuoi, e tali rimangono, anzi, volendo proprio spaccare il capello in quattro, tu ci hai rimesso comunque dei soldi, scaricando quel programma ..... quelli pagati per la connessione, per l'energia elettrica, il cosiddetto "equo compenso" che hai pagato alla siae quando hai comperato il cd su cui hai masterizzato il programma (e che e' una tassa dello stato, tra l'altro), ed il tempo che hai speso per effettuare tutte quelle operazioni .....

per cui, dov'e' il tuo profitto ? ..... i soldi risparmiati no, perche' erano gia tuoi ..... la possibilita' di provare il programma senza pagarlo ? ..... ma questo non ti da alcun profitto, finche' come dicevo con il programma non ci produci qualcosa e lo vendi ad altri .....

io sinceramente di profitti li non ne vedo, qualcun'altro li vede ? ..... se si, ditemeli per favore ;D

il vero problema, secondo me', a questi livelli, oltre ovviamente alla mancanza di professionalita' di certe categorie di magistrati, piu interessati ad apparire sui giornali che a fare il loro lavoro (e lo dico continuando a rispettare quelli che invece si fanno un c.... cosi' per combattere i VERI criminali, sia ben chiaro), e' il fatto che qui da noi le leggi sono applicate a discrezione del giudice, e non per quello che dicono ..... non c'e' una norma chiara e precisa nell'intero ordinamento giuridico Italiano, TUTTE sono lasciate alla discrezione ed all'interpretazione dei giudici, cosi ci sono casi in cui un processo finisce con una condanna, l'appello con un'assoluzione, la cassazione con una condanna diversa per differenti motivi (e non e' una battuta, leggetevi un po di sentenze), il tutto partendo dagli stessi imputati, con gli stessi reati e le stesse identiche prove ..... cambia solo il giudice ogni volta .....

..... alla faccia della legge uguale per tutti ..... :P
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Re: Pirateria informatica: ecco i numeri, purtroppo
« Risposta #7 il: 27/08/2008, 16:06 »
eheh Maxfrax quella frase gira dalla notte dei tempi...e viene di volta in volta aggiornata...la prima parte sempre uguale e la seconda cambiata...tipo:

...Nell'anno 2007 è necessario un Pentium 4 Dual Core a 3 Ghz per far funzionare Windows Vista.
...con processori da 3,8 Ghz, non riusciamo neanche ad aprire la posta elettronica.
...Nel 2006 è necessario un P4 a 2 GHz per far girare decentemente Windows XP.
...Nell'anno 2003 è necessario un Pentium 4 a 2000 Mhz per far funzionare Windows XP.
...L'anno 1999 ci vuole la potenza di un Pentium-III a 450 per far correre Windows'98.

Penso che l'originale fosse proprio del periodo di win98 ed era in origine una barzalletta su zio bill....io cmq ho usato per anni un P3 a 800mhz con XP e si comportava egreggiamente ok che aveva anche 512Mb di ram eheheh...idem per 98 mi girava alla grande su un P133 con 32Mb di ram ;)

@Taliesin
eh hai ragione da vendere....molti paragonano tale "guerra" con quella di davide contro golia...io mi sentirei ottimista a paragonarla tale...piuttosto dovremmo paragonarla come le formiche contro un formichiere....le major hanno una posizione (alcune anche da 50 anni), milionate a palate da poter usare in ogni progetto per contrastare come gli pare qualsiasi azione..poco importa che sia lecita oppure moralmente e palesemente in violazione di qualsiasi diritto....noi che abbiamo? ah beh forse la voce...i fatti?? eh boicottaggio vendite? difficile da attuare per un periodo lungo....e per lungo intendo almeno un anno perché per una settimana non ha senso e nemmeno per un mese.....non so non mi viene in mente altro....


Offline Taliesin

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Re: Pirateria informatica: ecco i numeri, purtroppo
« Risposta #8 il: 27/08/2008, 16:20 »
Citazione
.....non so non mi viene in mente altro....

be', se ci pensi, vedi anche tu per quale motivo in fondo si inca**ano cosi tanto per il P2P ..... perche' in fondo e' l'unica forma di "boicottaggio" che funziona ..... a loro interessano unicamente i soldi, non i diritti degli autori o la moralita' ..... solo i soldi ..... il P2P li colpisce proprio in quei posti in cui la nostra voce e i nostri diritti non possono farlo, nei portafogli ..... la prova e' che i pochi autori che hanno avuto il coraggio, negli anni, di distribuire le loro opere sulla rete, chiedendo un compenso minimo o una donazione a scelta, sono stati avversati e boicottati persino dalle loro case produttrici, finche' hanno smesso .....

puo essere moralmente discutibile, questo lo riconosco, ma sembra che l'unica forma di boicottaggio che alle major da realmente fastidio sia proprio il P2P .....  :devil01:
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